martedì, 20 maggio 2008
Di colpo il catino rovesciato sulle piane terracquee si rovescia, con un clangore di fogli di rame vergine. Le luci notturne della città notturna si spezzano in rivoli tremuli, oleose nei riflessi lucidi e levigati.
Di colpo dal tuo archivio risorgono petulanti invenzioni, quelle che avevi messo via in fretta e senza segnare i nomi sui cartoni chiusi con robusto nastro adesivo. Ascolti i sauri carnivori riemergere dalle ere geologiche e tuffarsi nelle parti molli, cercando le carni vive e dense d'umori.
Di colpo, l'orizzonte assume una pendenza cangiante, dal retrogusto vagamente tragico.
Solo il mattino dopo risentirai ad un lesto annusare quel ricordo di erbe medicamentose e gres rosso bagnato di fresco.
mercoledì, 26 dicembre 2007
Per la verità pensava di avere trattato l'argomento in modo definitivo, olio bollente sulle pudenda e tutto.
Invece era bastato che le figurine digitali apparissero di nuovo ai confini del suo sguardo appannato da troppi cibi colesterolemici da accorgersi - ma lo sapeva già - che non è mai finita, almeno fino a quando non è finita.
E quindi indugiava a pensieri di ricostruzione, convinto che sarebbe poi stato gioioso veder di nuovo distruggere.
Perchè c'era modo di pensare, ragguagliò il pubblico, che accanto a lei fiorissero fiori d'azoto liquido, ma anche potesse scatenarsi il diluvio.
Perchè dopo il diluvio non restano nemmeno i quaranta ladroni.
Figurati Alì Babà.
venerdì, 21 dicembre 2007
Quel che vero è vero, e dunque il primo pensiero la mattina, l'ultimo la sera sono ancora e non ostante tuttoil lutto dedicati alla folgore elettricamente pervasa e dunque inevasa d'uno stretto taglietto d'ovunque.
Si arrende all'inevidenza del fattuale mordersi di brani intesi e molto più vagamente sottintesi e dunque tesi e dunque: intesi, camminando come e qualmente passo passo, il prossimo un po' meno importante del penultimo.
Decisamente impervio all'inevitabile rodomontare degli oceani di tempo, fragrantemente inattesi.
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