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giovedì, 12 febbraio 2009
 

In cui binari

I binari ferroviari, i tanti pendolari, i viaggiatori precari, il freddo tagliente, le straniere telefonate, le pensiline arruffate. Le scale sporcacciate, le valigge abbandonate, le voci concitate.
Gli altoparlanti affannati, gli africani infreddoliti, le grasse ucraine, le voci piccoline.
Gli annunci sussurrati, i treni pitturati, i convogli ammaccati, i viaggiatori incalliti. I binari ferroviari, le linee parallele, i giornali spiegazzati, le macchinette bloccate.
I parcheggi prepagati, gli africani smarriti, gli occhi preoccupati, le ragazze addobbate, gli anziani rassegnati.
I binari ferroviari, le rette parallele, gli orizzonti arrotolati, i pensieri congelati, i capotreni avvizziti, gli annunci ripetuti, il freddo che s'incaglia, i muscoli piegati, il cielo ritrovato, i rottami ferrosi, gli studenti numerosi, i baristi biliosi.
I binari ferroviari, i cuori temerari.

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